Carriera alias: tutela a rischio

Lə studenti trans* sono veramente tutelatə dalla carriera alias? I limiti della pratica e la paura del gender della destra.

Articolo di Alex Eden, redattore Le Transatlantike

Daniela-Noel,-shooting-per-Tesi-di-Laurea-Daniela-Noel,-novembre-2022

Ottenere la rettifica anagrafica in Italia è un gioco a chi ha più pazienza, fra giudici transfobici, udienze, tempi di attesa secolari e costi giudiziari esorbitanti. Per noi studenti trans* è un percorso difficilmente raggiungibile prima della fine del percorso di studi (diploma o laurea che sia) e per questo esiste un escamotage, una pratica che arriva dal basso: la carriera alias.


I termini che userei per descrivere la carriera alias sono una ventata di aria fresca, un tocco di gentilezza che arriva dagli istituti per far sentire noi persone trans* persone con diritti e non mostri divulgatori di teoria gender come i governi e la stampa ci fanno passare.

La pratica consiste in un accordo di riservatezza tra studente e istituto (e famiglia se lə studente è minorenne) per regolamentare l’uso del nome di elezione in registri, mail e comunicazioni interne. La pratica nasce dai singoli istituti intorno agli anni 2010, diffondendosi in tutta Italia (anche se molto disomogeneamente per ora) grazie alle pressanti richieste di studenti, famiglie e associazioni (tra cui AGEDO e Genderless) e ad oggi si contano fino a 463 atenei e scuole superiori di secondo grado che prevedono la pratica da regolamento un reportage di AGEDO (2025).

Non esistono al momento linee guida ministeriali per aiutare le scuole a preparare il Regolamento per la carriera alias, la cui applicazione resta a discrezione della sensibilità della direzione. Purtroppo per ora in alcuni atenei richiedere la carriera alias significa dover essere per forza medicalizzatə o dichiarare di voler seguire un percorso di affermazione di genere medico. Questo crea un immenso e insormontabile ostacolo per le persone trans* e non binarie che non hanno intenzione di eseguire un percorso di affermazione medico, che si trovano costrette in un bivio, le cui scelte sono violente e patologizzanti: se decidono il percorso della carriera alias allora saranno costrettə a cercare unə medico che possa fare la diagnosi di incongruenza di genere e dichiarare che intraprenderanno un percorso medicalizzato; sennò saranno costrettə nel percorso senza carriera aias, durante il quale subiranno micro aggressioni continue, deadnaming e misgendering ogni giorno.

Daniela Noel, shooting per Tesi di Laurea Daniela Noel, novembre 2022

Insomma, per ora la carriera alias è certo una pratica che aiuta lə studenti trans a vivere meglio il loro percorso scolastico, ma è anche un atto quasi pietistico da parte di alcuni istituti e atenei, dato in base a quanto a lə dirigente o lə rettorə e corpo docenti o senato accademico di turno stiano a cuore il diritto allo studio delle persone trans*. La carriera alias è uno strumento per accogliere lə studenti trans* e proteggere il diritto allo studio. Infatti è stato dimostrato che:

  • riduce  i sentimenti di alienazione e invisibilità (poter essere chiamatə con il proprio nome, vedere il proprio genere rispettato, significa sentirsi riconosciutə, aumenta la stima di sé, riduce la vergogna);
  • ha un impatto positivo sulla salute mentale (depressione, ansia, pensieri suicidari sono molto più frequenti nelle persone trans*, quindi la carriera alias è una misura preventiva che produce meno stress, meno necessità di coming out forzati,  meno discriminazioni);
  • migliora il rendimento scolastico / universitario (se l’ambiente è sicuro, accogliente, si frequenta e si partecipa di più;
  • riduce il rischio di abusi, bullismo, discriminazioni.
Daniela Noel, shooting per Tesi di Laurea Daniela Noel, novembre 2022

Nonostante i suoi benefici la carriera alias non è ancora riconosciuta come un diritto di tuttə lə studenti a livello nazionale: questa mancanza è dovuta soprattutto all’ideologia di destra di dover “salvare i bambini” dal brutto mostro dell’ideologia gender. Infatti, negli ultimi anni ha avviato diverse iniziative con l’obiettivo di bloccarla o restringerne l’applicazione. Con tanto di propaganda cartellonistica regalata da ProVita e Famiglia!

Uno dei casi più emblematici è quello della regione Lombardia, dove Fratelli d’Italia nel 2023 ha presentato una mozione contro la carriera alias nelle scuole secondarie. Questa mozione chiedeva che Regione Lombardia obbligasse l’ufficio scolastico regionale a diffondere una circolare affinché gli istituti non adottassero la carriera alias, denunciando fantomatici “problemi giuridici, psicologici e sociali” collegati alla sua diffusione. 

Nella mozione si parlava anche di presunti rischi totalmente infondati e inventati: confusione per studenti minorenni, presunta promozione “dell’ideologia gender”, criticità su spazi gender neutral e possibile sponsorizzazione di identità non binarie. Alcune scuole furono addirittura raggiunte da email inviate da consiglieri regionali, che avvertivano lə presidi che proseguire con l’adozione della carriera alias sarebbe stato “illegale” o quantomeno problematico, sostenendo che non ci fosse normativa che la supportasse. L’iniziativa non è stata isolata: in Lombardia FdI ha provato più volte a eliminare le carriere alias, ma la mozione è stata respinta in Consiglio Regionale.

E ancora, nel 2025 il deputato della Lega Rossano Sasso ha presentato una proposta di legge che vuole porre limiti stringenti alla carriera alias, subordinando l’accesso a condizioni come che sia già avviato l’iter legale di rettifica del genere, introducendo un consenso informato obbligatorio da parte dellə genitorə per le attività scolastiche legate al genere e limitando anche bagni genderless.

Daniela Noel, shooting per Tesi di Laurea Daniela Noel, novembre 2022

Durante le audizioni parlamentari in Commissione Cultura, Sasso ha affermato che le carriere alias “possono causare danni irreversibili se date a troppe persone”, alludendo all’idea che la famigerata “ideologia gender” indottrini ə poverə bambinə a diventare trans*. Perché le persone trans* – ovviamente – sono untorə e la transness si trasmette da individuo a individuo come la peste bubbonica!

A questa affermazione, attivistə di tutta Italia si sono giustamente indignatə e fatto sentire la propria voce durante l’audizione parlamentare: tra queste spiccano quelle dello studente trans* Noah Caldo, che ha smontato punto per punto le affermazioni del leghista, portando la testimonianza e il vissuto di una sua amica trans, morta suicida per la mancanza di supporto da parte di famiglia e scuola.

Qui si tratta di chiamare le persone con il nome che sentono proprio. Non penso che essere liberi a scuola sia negativo verso gli studenti. Sperimentare la propria identità apre al rapporto con gli altri. Non isola.” 

La carriera alias per ora è solo un privilegio di alcunə studenti che hanno la fortuna di studiare all’istituto giusto, un diritto già non assicurato a tuttə e fortemente minacciato da un governo fortemente transfobico: per loro la carriera alias necessita l’eliminazione, così che noi mostri trans* possiamo sparire dalla loro utopia fatta di famiglie tradizionali e assenza di dissenso.

La carriera alias è lo strumento che permette a noi studenti trans*, laddove la geografia ce lo concede, di vivere con dignità e di esercitare il nostro diritto allo studio, ed è un diritto che continueremo a rivendicare per tuttə.

Fonti:

  • Bourelly R., 2024. “School policies for transgender students in Italian high schools: a quantitative analysis of the alias career regulations”. Università Sapienza di Roma.
  • AGEDO, 2025. “Elenco scuole in Italia con Carriera Alias: siamo a oltre 450” AGEDO.
  • Giuliano F., 2023. “Carriera alias a scuola salva (per ora): la destra si spacca, Forza Italia boccia la mozione di Fratelli d’Italia in Lombardia” Gay.it.
  •  Pons L. 2025. “Per Sasso (Lega) la carriera alias a scuola può causare “danni irreversibili”. Il giovane trans lo smonta” Fanpage.